Sabato, 07 Settembre 2013 20:10 Scritto da
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FAI BEI SOGNI

faibeisognilibrorecensione  TITOLO: Fai bei sogni
AUTORE: Massimo Gramellini
ANNO: 2012
GENERE: Romanzo
EDITORE: >Longanesi (collana La Gaja Scienza)
 

 

 

 

 

 

 

 

“Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere: completamente vivi.”

Questo romanzo racconta l’esperienza di un lutto, o meglio, di un segreto di un lutto, racchiuso in una busta marrone per quarant’anni.

È la mattina del 31 dicembre 1969 quando Massimo, un bambino di nove anni, rimane orfano della mamma, Giuseppina. Il padre, Raoul, a fin di bene, per proteggere il figlio (e probabilmente se stesso) non gli rivelerà la verità su come è morta, ma la cela dietro ai “non detti”.
Ciò gradualmente li separa, ognuno nel proprio dolore. L' unico canale di comunicazione è il calcio, il Torino, ma neanche questa passione, ormai, li unisce veramente.

Il silenzio diventa un’anestesia dal dolore, per entrambi: il padre che non dice ed il figlio che non chiede.
È un rifugio dalla realtà che fa soffrire, che nel tempo si è trasformato in una gabbia dorata, che lascia il protagonista in “sospeso”; Massimo infatti si descrive come “uno che cammina sulle punte a testa bassa”.
Il rifiuto e la paura di conoscere la verità portano il protagonista verso lo smarrimento di sé e verso il “mostro più insidioso: il timore di vivere”. Questo mostro, che viene soprannominato Belfagor come il protagonista de Il fantasma del Louvre, nel corso della vita diventa sempre più ingombrante, fagocita il senso di solitudine, di abbandono, ma ha un prezzo: impedisce a Massimo un’esperienza di vita piena e completa.

È solo quando Madrina, un’amica della madre deceduta, gli consegna dopo quarant’anni un articolo di giornale in una busta marrone, che la verità gli viene rivelata.
Paradossalmente è proprio grazie alla verità, il “nemico” contro cui il protagonista ha combattuto fino ad allora, che
Belfagor viene finalmente sconfitto, lasciando Massimo libero di intraprendere un percorso che lo porterà a contattare la rabbia verso la madre che lo ha abbandonato e la pena per la sua debolezza, ma anche a trovare il coraggio di perdonarla e di poter “tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo”.

Questo romanzo è consigliato alle persone che hanno vissuto una perdita, per poter rintracciare nella storia di un altro le proprie sofferenze ed angosce e “ri-appropriarsene”, senza lasciare che la paura del dolore diventi un deserto dentro di sé.
Per chiunque ha intenzione di affrontare con coraggio la verità, abbattendo i “non detti”, che non sono bugie, ma creano vuoti e silenzi e lasciano spazio solo a mostri e paure solitarie. Per chi vuole intraprendere un percorso che non “salva” dal dolore, ma lo attraversa e lo elabora, per poter vivere un’esistenza di vita vera.

 

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